PSICHIATRIA: BORGO D’ALE DIMOSTRA FALLIMENTO CONTROLLI

ASL - Cosa deve accadere all’interno delle strutture psichiatriche perché le Asl interrompano l’accreditamento dei pazienti?
Oggi in Consiglio Regionale l'assessore Saitta é intervenuto sulla casa di riposo a Borgo d’Ale, oggetto di un’operazione della polizia a Borgo d’Ale, coordinata dal sostituto procuratore Davide Pretti, che ha portato all’arresto di diciotto dipendenti con l’accusa di maltrattamenti di anziani e disabili.

Come noto la commissione di vigilanza dell’Asl, aveva rivelato già l’anno scorso gravi problemi strutturali all’interno della casa di cura. Purtroppo i rilievi formali non hanno generato fatti concreti e un anno dopo la struttura era ancora aperta. Non solo. La stessa Commissione avrebbe ricevuto denuncie da parte dei famigliari dei pazienti di maltrattanti. Atti trasmessi alla Procura della Repubblica, e che hanno portato poi ai ben noti arresti, ma che di nuovo non hanno prodotto alcuna azione da parte delle Asl. Di fronte alla cronistoria di questa struttura e dell’attività di vigilanza effettuata è lampante il fallimento del sistema di accreditamento e controllo della Regione, che dovrebbe garantire qualità di servizio ma che nella realtà permette che vi siano i casi di Borgo d’Ale. È infatti evidente che Commissioni di vigilanza il cui unico compito è effettuare rilievi formali che non si concretizzano in atti a nulla servono.
Per evitare che non vi siano più Borgo d’Ale in Piemonte, è necessario centralizzare il sistema dei controlli e istituzionalizzare, come chiediamo da tempo, le associazioni dei famigliari dei pazienti permettendo loro di effettuare controlli e verifiche all’interno delle strutture psichiatriche. Finché non si crea una Commissione di vigilanza regionale, al di sopra dell’Asl, che coinvolga anche chi è direttamente interessato dal benessere degli utenti delle case di cura, ogni controllo finirà in un nulla di fatto e le strutture potranno continuare ad operare a porte chiuse in totale autonomia e libertà.