NO ALL’IDEOLOGIA GENDER E AD ULTERIORI BENEFICI PER IMMIGRATI NON REGOLARI NELLA LEGGE CONTRO LA VIOLENZA DELLE DONNE.

“ Impediremo in ogni modo e con ogni strumento il surrettizio tentativo della giunta di inserire in modo strumentale le politiche gender all’interno della legge contro la violenza sulle donne” lo dichiara il consigliere regionale di Forza Italia, Gian Luca Vignale.
“ Oggi – spiega – in Commissione la giunta regionale ha, infatti, portato al voto un disegno di legge che dovrebbe essere in difesa delle donne e che in realtà apre le porte alla cultura Gender e crea importanti benefici economici (casa, lavoro, formazione) alle donne extracomunitarie”.


“Quello della giunta – dichiara Vignale – è un vile tentativo di fare propaganda politica e ideologica sfruttando il drammatico tema della violenza sulle donne, che invece andrebbe trattato in modo serio e concreto, soprattutto dopo i terribili episodi di Colonia dei giorni scorsi”.
“Una legge sulla difesa delle donne – prosegue – dovrebbe contenere misure di sostegno reale alla maternità, al contrasto della discriminazione sul luogo di lavoro e di aiuto socio- assistenziale a chi ha subito violenze e soprattutto dovrebbe normare interventi mirati di prevenzione e per garantire la sicurezza sulle strade e in casa”. 
“Invece ci troviamo di fronte all’ennesima truffa della sinistra che porta al voto una legge dove l'identità di genere non è il proprio sesso, ma "la percezione della propria identità sessuale" e che introduce vantaggi per le donne immigrate che potranno superare le "problematiche connesse al titolo di soggiorno", beneficiare di "progetti di accompagnamento all'inserimento lavorativo” e sostegno alla casa”.
“Considerato che – conclude Vignale- per finanziare queste misure e molte altre contenute è previsto uno stanziamento di soli 400.000 euro è evidente che o la legge rimarrà solo un'elencazione di principi non attuati oppure, come temiamo, verranno sottratte risorse alle cittadine italiane a favore delle migliaia di immigrate che potranno utilizzare questa legge per avere la garanzia di casa, lavoro e cure sanitarie”.