FIRME FALSE: IL PD PARTITO DEL BOSTIK

“ Signor Presidente, o è il mandante, e non lo credo, o la vittima di una "banda" di presunti falsari o dilettanti allo sbaraglio” così il consigliere regionale di Forza Italia, Gian Luca Vignale ha iniziato il suo intervento in aula in merito alla questione delle firme false.


Vignale sulla questione ha poi ribadito: “Bisogna distinguere due aspetti, quello legale e quello politico. Sul prima vi sono le pronunce e le sentenze del Tar, mentre rispetto a quello politico e morale non si può non segnalare che la maggioranza è oggi composta da liste che hanno firme non corrette e da otto consiglieri indagati dalla procura per falso. Una maggioranza che regge su indagati e firme false che dignità ha?” “Chi oggi fa appello alla dignità e alla moralità politica - prosegue - dovrebbe capire che l’unico messaggio che sta dando ai piemontesi è il suo attaccamento alla poltrona. ll Pd dimostra essere il partito del Bostik, per questo oggi in Consiglio ne abbiamo regalato una latta al capogruppo Gariglio che accusò i consiglieri della precedente legislatura di stare attaccati alla sedia con "una valanga di bostik" ”.

Vignale nel suo intervento cita parte della sentenza del Tar del gennaio del 2014 che ha annullato l’elezioni per "l'effetto perturbatore che ne discende sulla volontà degli elettori e' da intendersi come direttamente proporzionale al numero e alla portata delle liste illegittime ... L'assommarsi di liste illegittime non attenua, ma al più aggrava, l'effetto di alterazione della corretta espressione del voto... Laddove se ne apprezzi una non trascurabile consistenza quantitativa, della invalidazione generale della procedura elettorale".“Se i 26.000 mila voti erano una "non trascurabile consistenza quantitativa" – si domanda VIgnale - i 372.000 voti ottenuti dalla lista del PD per Chiamparino di Torino quanto è trascurabile?”