IL TAR SALVA CHIAMPARINO: LA LEGGE NON E’ UGUALE PER TUTTI

Come molti di voi ricorderanno il 9 Gennaio del 2014, dopo 4 anni dalla vittoria del centrodestra, il TAR del Piemonte decretò la nullità delle elezioni per la non correttezza della presentazione della Lista dei Pensionati per Cota e della Lista dei Pensionati e Invalidi per Bresso.

Nonostante la cancellazione dei voti ottenuti dalle due liste confermasse la vittoria del centro destra (+ 6.000 voti di differenza) il TAR sostenne che proprio la non correttezza della raccolta firme era motivo fondamentale per rimandare i piemontesi al voto.


Dopo poco più di un anno, a fronte di una nuova situazione in cui sono state raccolte non correttamente firme sul Listino regionale che ha eletto Chiamparino, sulle liste del PD di Torino e Cuneo e sulla lista Monviso di Torino, il TAR salva tutte le liste –tranne quella del PD di Torino- non perché non vi siano stati dei palesi falsi (più di 10 persone sono indagate dalla Procura per falso), ma perché gli stessi –dice il TAR- non sono ritenuti sufficienti per annullare le elezioni.


Hanno superato la “prova di resistenza”. Cioè sono state raccolte, ad esempio, 2000 firme e 750 erano false, ma per presentare una lista ne bastavano 1000 quindi la lista è valida.
Lo stesso Tar, infatti, ha accolto il ricorso contro la lista del “PD per Chiamparino” della provincia di Torino che alle elezioni regionali ha raccolto ben 371.929 voti più di un terzo di tutti i consensi con cui il centrosinistra ha vinto le elezioni.
Aldilà delle “prove di resistenza” (anche sottraendo tutti i voti della lista PD di Torino, Chiamparino sarebbe comunque vincitore) vi pare normale che lui stesso dichiari: “siamo legittimati a governare” quando un terzo dei voti presi potrebbero essere nulli perché viziati da falsità?
Ma come, non era sufficiente che esistessero palesi violazioni per rimandare i cittadini a votare come nel 2014? Evidentemente no: a seconda di chi vince le elezioni.