TERRITORIO, PORCHIETTO, SOZZANI E VIGNALE (FI): INCONTRATI I SINDACI DEL CANAVESE PER FARE FRONTE COMUNE CONTRO IL DISEGNO DI LEGGE SUL CONSUMO DEL SUOLO PUBBLICO.

Una sala gremita di amministratori locali del Canavese ha accolto, martedì scorso, i consiglieri regionali Claudia Porchietto, Diego Sozzani e Gianluca Vignale per discutere insieme sul disegno di legge sul consumo del suolo pubblico, in queste settimane in discussione in Parlamento.

Spiegano i tre organizzatori: "Abbiamo lanciato ai sindaci, assessori e consiglieri comunali del Canavese il nostro grido d’allarme per una norma che rischia di passare sotto silenzio e di creare un vero e proprio terremoto per gli Enti locali, in particolare i Comuni di piccole e medie dimensioni".

Il 20 gennaio scorso infatti, le Commissioni della Camera Agricoltura e Ambiente, in seduta congiunta, unificando oltre dieci proposte di legge avanzate dal Governo a da vari gruppi parlamentari, hanno licenziato un testo base che mira ad attuare l’obiettivo previsto dal Trattato CEE di Lisbona di azzerare il consumo di suolo nel 2050, testo che è pronto per essere sottoposto al voto dell’aula.

Il disegno di legge all’articolo 10 prevede che dal momento dell’approvazione dello stesso e fino all’emanazione del decreto del ministro dell’agricoltura, il quale ripartirà tra le varie Regioni le quote di riduzione del consumo di suolo necessarie per conseguire l’obiettivo previsto dal trattato CEE di Lisbona, entri in vigore una sorta di moratoria analoga alla ‘salvaguardia’ prevista per piani urbanistici oggetto di adozione. In pratica fino all’emissione di tale decreto per un periodo non superiore a tre anni, l’efficacia delle previsioni edificatorie inserite in piani regolatori vigenti ed approvati sono sterilizzate vietando il rilascio di titoli edificatori.

Spiegano Porchietto, Sozzani e Vignale: “Passato il triennio senza l’emissione del necessario decreto, è disposto che possano essere rilasciati permessi di costruire che prevedono il consumo di suolo ancora permeabile in misura annuale non superiore alla metà della media del consumo di suolo del quinquennio antecedente l’approvazione della legge. Una disposizione assurda che penalizza proprio le realtà comunali che in questi anni hanno contenuto di più l’espansione delle zone urbanizzate”.

Al termine dell’incontro tutti i presenti hanno convenuto nell’avviare una attività di moral suasion verso i parlamentari impegnati nelle Commissioni Agricoltura e Ambiente. La richiesta sarà di rivedere la norma non penalizzando i Comuni, enti già messi in ginocchio dai continui tagli dei Governi nazionali. È stato predisposto un ordine del giorno che nelle prossime settimane verrà proposto nei vari Consigli Comunali e poi inviato a Roma.