LA GIUNTA REGIONALE RICHIEDA LO STATO DI CALAMITÀ E DI EMERGENZA NATURALE PER IMPRESE E COMUNI COLPITI DALL' ALLUVIONE DELLO SCORSO 15 MAGGIO.

La Regione si attivi subito per richiedere lo stato di calamità e emergenza per imprese e Comuni coinvolti dall’alluvione dello scorso 15 maggio in Piemonte e che vede la provincia di Torino tra le zone più colpite: nel Pinerolese la quasi totalità delle colture di frutta (soprattutto mele, kiwi, albicocche, pesche) e ortaggi sono state completamente distrutti, mentre nelle Valli di Lanzo e nel Canavese sono state gravemente compromesse le colture di piccoli frutti.


Da tempo abbiamo presentato una mozione in Consiglio Regionale che richiede al Governo di riconoscere lo stato di calamità per sostenere le aziende e i comuni che hanno visto i loro raccolti distrutti o compromessi. Gli ingenti danni provocati rischiano, infatti, di pregiudicare il sistema produttivo e non sono sostenibili dalle imprese. Ma nonostante la mozione presentata e le tante richieste dei Comuni coinvolti la Regione non ha ancora affrontato la questione.


La più grande grandinata per estensione geografica e danni causati dal 1957 ad oggi sembra essere passata inosservata dalla giunta regionale e della Città metropolitana nonostante, oltre i danni alle imprese, vi siano ingentissimi danni a edifici pubblici e viabilità. Proprio per questo abbiamo presentato un quesito a risposta immediata a cui verrà dato risposta nel Consiglio regionale di domani. 
Se per l’alluvione di maggio la Regione è ancora ferma si è invece - per fortuna - data da fare per quella di marzo 2015. Nella riunione del 26 giugno, il Consiglio dei Ministri ha infatti dichiarato lo stato di emergenza per le Province di Asti e di Cuneo a seguito di un altro evento atmosferico che ha provocato danni minori rispetto a quello di maggio. Delle due l’una: o la Regione si attiva per alcune aree geografiche e altre le dimentica oppure è ferma a marzo. In ogni caso è arrivato il momento di agire nell’interesse di tutto il territorio regionale.
A causa dell’evento di maggio interi raccolti sono andati perduti e aziende e Comuni attendono soluzioni concrete ed immediate per sostenere le loro economie. Abbiamo inviato una lettera al Presidente Chiamparino, al Sindaco Metropolitano Fassino e alle rispettive giunte per sollecitare un intervento rapido della Regione e del Consiglio dei Ministri e per sostenere attività che altrimenti rischierebbero il fallimento