OSPEDALE VALLE BELBO: SAITTA RESPONSABILE DELLA RESCISSIONE DEL CONTRATTO PER ASSENZA DI RISORSE E CANCELLAZIONE DELL'OSPEDALE DALLA RETE OSPEDALIERA

"Il Presidio Valle Belbo non risulta più tra le strutture ospedaliere della rete territoriale regionale” A denunciarlo il consigliere regionale di Forza Italia, Gianluca Vignale.

“A tutt'oggi – spiega l’esponente azzurro –, nonostante le richieste formulate alla Regione Piemonte, non è pervenuto il finanziamento necessario per il completamento dei lavori in oggetto, per tali motivazioni si è provveduto al procedimento finalizzato alla risoluzione del contratto in oggetto per la sopravvenuta impossibilità ad eseguirlo per mancanza di finanziamenti necessari".

I motivi che hanno portato alla rescissione del contratto per il Presidio ospedaliero della Valle Belbo sono oggi stati confermati nella Commissione Sanità dai Direttori generali precedenti. Nella discussione si è evidenziato come si sia arrivati alla rescissione con la assoluta conoscenza e condivisione della giunta regionale e dell'Assessore Saitta, il quale il 13 e il 20 Marzo del 2015 partecipò a due incontri sul futuro del presidio. A oggi sono stati spesi più di 14 milioni di euro per l'attuale presidio, almeno altri tre verranno spesi per riserve e blocco del cantiere con il rischio, assolutamente concreto, che altri milioni verranno spesi per compensare la ditta vincitrice l'appalto per il mancato utile.

Denuncia Vignale: "Si tratta di una scelta scellerata che non solo ha privato un territorio di un ospedale, ma anche di una struttura che da potenziale soggetto per nuovi servizi si rivelerà una cattedrale nel deserto non ultimata, la quale peraltro costerà ai cittadini piemontesi tanto quanto la sua ultimazione. Invece che spendere milioni di euro per pagare un'impresa danneggiata che non poserà neppure più un mattone è necessario mettere repentinamente in campo un nuovo progetto per la struttura della Valle Belbo. Una struttura che deve essere completata inserendo importanti servizi per i cittadini della Valle".

"Eppure non è previsto questo dalla Giunta – conclude il consigliere – piuttosto si è alla ricerca di nuove risorse da parte dello Stato o dalla vendita dopo la modifica della destinazione d'uso da parte del Comune dell'attuale presidio. Tutto ciò prevedrà anni di blocco con la certezza che non verranno erogati servizi sanitari ai cittadini e che l'attuale struttura non completata rischierà di essere vandalizzata o utilizzata impropriamente.