LA NUOVA DELIBERA SUI SERVIZI PSICHIATRICI GRAVERA' SU FAMIGLIE E ENTI LOCALI.

NESSUNA GARANZIA SULLA SCELTA DEL LUOGO DI CURA: ATTO ILLEGITTIMO SENZA IL PARERE DELLA IV COMMISSIONE.
La delibera di riordino dell’assistenza ai pazienti psichiatrici approvata questa mattina dalla giunta regionale è illegittima e soprattutto anziché migliorare un sistema oramai in corto circuito lo peggiora.
È illegittima perché il sistema dell’assistenza psichiatrica è basato su una delibera quadro del Consiglio Regionale che prevede ogni singolo atto di attuazione della delibera stessa deve prima ottenere il parere obbligatorio da parte della Commissione competete.
Compito della giunta regionale sarebbe stato invece introdurre alcune migliorie, di sua competenza come ad esempio il coinvolgimento diretto delle associazioni famigliari e pazienti e degli erogatori di servizio. D’altronde proprio con queste finalità, la precedente giunta di centro destra aveva predisposto due atti, poi non votati per l’improvviso rinvio alle urne.
Oltre alla totale assenza di un coinvolgimento diretto da parte di familiari o comuni, la delibera approvata oggi non garantisce un principio che dovrebbe essere invece basilare come la scelta del luogo di cura, non sostiene servizi di domiciliarietà, non indica percorsi di reinserimento sociale tramite borse lavoro, ed infine, non mette al centro della riorganizzazione dei servizi le necessità di cura dei pazienti e la tracciabilità dei servizi erogati tramite un sistema informativo dedicato.


Se quindi siamo lieti che dopo un anno dal suo insediamento, e le tante denunce da noi effettuate sui divari di servizi e costi tra i vari gruppi appartamento, questa giunta abbia provato ad ipotizzare un’univocità dei servizi, crediamo però che anziché portare dei benefici, così come è impostata questa delibera di fatto fa gravare nuovi costi su famiglie e comuni. Non solo, l’atto di oggi manca del tutto l’obiettivo primario ovvero evitare che, come abbiamo più volte denunciato, le centinaia di milioni di euro stanziati ogni anno per questo settore vengano poi erogati a pochi ( e soliti) nomi. Il sistema psichiatrico piemontese rappresenta infatti l’unica parte della sanità dove un singolo soggetto, i Dipartimenti di Salute mentale, decide e controlla chi eroga i servizi e dove un paziente deve essere curato. 
Nelle scorse settimane abbiamo fatto visita ad alcuni Gruppi appartamento e Comunità di tipo A e B per sottolineare la necessità che la Corte dei Conti e la giunta facessero chiarezza su un mondo in cui gli intrecci personali sono a volte fin troppo evidenti.
Il gruppo di Forza Italia, Vignale primo firmatario, ha presentato mesi fa una Proposta di delibera consiliare che partendo dalle necessità di cura dei pazienti individua modalità differenti di organizzazione dei servizi, richiedendone una mappatura e mettendo al centro le associazioni dei pazienti e dei familiari, ed intervenendo sulle insorgenze dei problemi in età giovanile. Se davvero il centro sinistra si vuole impegnare in una riorganizzazione del sistema di assistenza psichiatrica seria e corretta, partendo dalla nostra proposta coinvolga l’intero Consiglio e tutti i soggetti che erogano e garantiscono cure, e non la sola giunta, per attuare una riforma che il Piemonte attende da anni.