CONTRASTO ALL'ABUSIVISMO NEL SERVIZIO TAXI: ENNESIMA OCCASIONE PERSA DAL CENTROSINISTRA PER GARANTIRE LA LEGALITÀ.

“Oggi il centro sinistra ha dimostrato ancora una volta di non avere le idee chiare su cosa  vuole fare per portare la legalità sul sistema di trasporti piemontese” lo dichiara Gian Luca Vignale dopo il rinvio, voluto dalla maggioranza, in Commissione del voto della proposta di legge “Misure urgenti per il contrasto dell’abusivismo. Modifiche alla legge regionale 23 febbraio 1995, n. 24 (Legge generale sui servizi di trasporto pubblico non di linea su strada)”, di cui è primo firmatario.

“ Rinviare sine die – continua Vignale – la discussione e l’approvazione di una proposta di legge che porrebbe semplicemente delle regole chiare e trasparenti sul trasporto di persone, significa solo che il centro sinistra non sa che pesci prendere su come riuscire a mantenere un piede in due scarpe. Oggi è stato infatti chiaro che gli stessi che, di fronte a scioperi e manifestanti, si impegnano a prendere una soluzione in tempi rapidi, poi a porte chiuse rimandano la questione, evitando di assumersi qualsiasi responsabilità”.

Vignale sottolinea inoltre che: “ con la nostra proposta di legge abbiamo chiesto semplicemente di riportare  nella legislazione Piemontese una norma del codice della strada già esistente (art. 86) che vieta a chiunque - pena una sanzione che va dai 1700 ai 7100 euro e possibile revoca del mezzo e sospensione della patente-  di esercitare il servizio di trasporto taxi o di piazza con conducente senza la licenza nazionale. Sul rispetto di una norma nazionale nessuna amministrazione dovrebbe avere alcun dubbio. In Piemonte, invece, il codice della strada pare essere dimenticato anche da chi dovrebbe essere garanzia di rispetto delle norme”.

“Questo atteggiamento – conclude l’azzurro – è insostenibile. È evidente che serva una soluzione e che si debbano dare garanzie ai migliaia di taxisti e noleggiatori che,  a causa di un’amministrazione sorda e inefficiente, vedono vanificati  anni di sacrifici e soldi persi per pagare una licenza che, a causa dei nuovi operatori, perde valore di giorno in giorno”.

Art. 86. Servizio di piazza con autovetture con conducente o taxi.

1. Il servizio di piazza con autovetture con conducente o taxi è disciplinato dalle leggi specifiche che regolano il settore.

2. Chiunque, senza avere ottenuto la licenza prevista dall'articolo 8 della legge 15 gennaio 1992, n. 21, adibisce un veicolo a servizio di piazza con conducente o a taxi è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.761 a euro 7.045. Dalla violazione conseguono le sanzioni amministrative accessorie della confisca del veicolo e della sospensione della patente di guida da quattro a dodici mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. Quando lo stesso soggetto è incorso, in un periodo di tre anni, in tale violazione per almeno due volte, all'ultima di esse consegue la sanzione accessoria della revoca della patente. Le stesse sanzioni si applicano a coloro ai quali è stata sospesa o revocata la licenza.

3. Chiunque, pur essendo munito di licenza, guida un taxi senza ottemperare alle norme in vigore ovvero alle condizioni di cui alla licenza è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 83 a euro 329.