SICUREZZA, PRESENTATO IL PROGETTO DI LEGGE DI FORZA ITALIA CHE PREVEDE NUOVE REGOLE PER I NOMADI.

“Una proposta di legge per obbligare i rom a scegliere in modo definitivo tra la stanzialità e il nomadismo originario, e riportare serenità e sicurezza sul territorio piemontese”. Sono questi gli obiettivi della proposta di legge presentata dal consigliere regionale di Forza Italia Gian Luca Vignale primo firmatario della stessa.

In Piemonte ci sono circa 3600 nomadi censiti, di questi molti vivono nei campi rom dalla nascita. A questo si aggiunge il problema dei campi abusivi che crea attriti sociali, illegalità e insicurezza esplosi ad esempio nell’assolto di un campo abusivo. Il testo intende affrontare il problema nomadi con misure strutturate e complesse per superare l’attuale emergenza rom, causata da anni di miopia politica e che oggi porta a fenomeni di illegalità, insicurezza ma anche scontri e disagi sociali.

“La nostra – dichiara il consigliere regionale azzurro – sarà una linea dura, che metterà fine una volta per tutte all’abusivismo e obbligherà rom e zingari a fare una scelta tra nomadismo e stanzialità. Affianco al presidio nomadi lavorerà un presidio di vigilanza, che dovrà controllare il rispetto delle leggi e della legalità all’interno di ciascun campo. Verrà inoltre istituita una card per i rom, che permetterà il controllo e la registrazione in un’apposita anagrafe di tutti coloro che scelgono la cultura del nomadismo. Infine, chiunque chiederà di fermarsi in via transitoria sul territorio piemontese dovrà pagare una quota giornaliera, finalizzata a rimborsare i comuni delle spese sostenute per la loro accoglienza”.

Non si accettano più distinzioni tanto meno discriminazioni tra nomadi e migranti. Così come i circensi o i giostrai pagano l’utilizzo del suolo e dell’elettricità stesso trattamento varrà anche per rom e zingari.

“I piemontesi – dichiara Vignale – ogni giorno pagano a caro prezzo un abusivismo che non può più esser sopportato o peggio ancora mascherato da una politica dell’integrazione a tutti i costi del centro sinistra. Non servono passeggiate domenicali in mezzo ai campi rom ma azioni incisive e serie che riportino legalità e sicurezza ai torinesi, come il piano rom che stiamo predisponendo”.

Per questo motivo nel testo, oltre gli sgomberi dei campi abusivi sono previste anche misure di controllo come una card identificativa per ogni nomade, l’istituzione del Commissario Nomadi e un nucleo di forze dell’ordine all’interno di ogni campo.

“Questa proposta di legge – dichiara Gian Luca Vignale, primo firmatario del progetto di legge – vuole essere un passo concreto per riportare serenità e legalità sul nostro territorio e per superare l’attuale emergenza rom, causata di anni di miopia politica e che oggi porta a fenomeni di illegalità, insicurezza ma anche scontri e disagi sociali. È infatti necessario ora affrontare il problema nomadi con misure strutturate e complesse che non risolvano solo in modo momentaneo l’emergenza nomadi, ma che riescano a portano sicurezza, legalità e condizioni adeguate chi sta sul nostro territorio. È infatti evidente che di fronte a persone che pagano i servizi, rispettano le regole e abbiamo gli stessi diritti e doveri dei cittadini piemontesi non solo venga favorita l’inclusione sociale ma anche si vadano ad abbattere tutte quelle condizioni degradanti in cui oggi vivono i nomadi”.

In ultima analisi una chiosa sulla decisione della Corte di Strasburgo che si pronuncia sulla chiusura del presidio di Lungostura affermando ‘lo sgombero può essere effettuato ma prima devono poter assicurare un'accoglienza immediata alle famiglie che hanno fatto ricorso 12 giorni fa alla Corte europea dei diritti umani’: “Mi chiedo se la Corte con questa decisione intenda allargare le forme di tutela a tutti i soggetti sfrattati. Perché credo che se si parla di diritti non ci siano cittadini di serie A e di serie B. Siamo pronti ad attrezzarci se per qualsiasi persona sfrattata si debba provvedere ad una accoglienza immediata; ma a tutti e non solo ad alcuni”.

                                                                                                                                                

Ecco in sintesi i punti fondamentale della proposta di legge:

- obbligo di identificazione per ogni nomade e permanenza massima in un campo di tre mesi, oltre i quali bisognerà scegliere tra stanzialità o nomadismo, e quindi migrazione in un altro comune;

- allontanamento immediato per chi - esattamente come dispone una direttiva europea – dopo 90 giorni di permanenza, non ha lavoro e mezzi sufficienti per auto-sostenersi e vive sostanzialmente di espedienti;

- ogni nomade o nucleo famigliare rom dovrà pagare al comune in cui sosterà una quota giornaliera per l’utilizzo dei servizi (acqua, gas, luce, rifiuti, ecc.);

- all’arrivo a ciascun nomade verrà consegnata una card di identificazione, verranno ammessi solo cittadini con documento di identità valido e senza condanne in giudicato;

- ogni campo nomade verrà sorvegliato da un nucleo di polizia dedicato;

- istituzione del Commissario regionale per la tutela del nomadismo e il contrasto all’abusivismo, organo di nomina regionale con il compito di monitorare la presenza nomade, identificare e segnalare alle forze dell’ordine irregolarità o situazioni abusivismo e definire azioni di inserimento sociale dei nomadi sul territorio regionale.