TAGLIO ALLA SANITÀ PRIVATA SIGNIFICA AUMENTO DELLE LISTE D'ATTESA E PERDITA di POSTI DI LAVORO E di RISORSE IMPORTANTI PER IL PIEMONTE.

Saitta e il PD stanno inferendo un duro colpo alla sanità privata, peraltro illogico e immotivato. 
La riforma ospedaliera imposta dal centro sinistra infatti penalizza eccessivamente il sistema privato, riducendo di ben 650, su 1520, i posti letto per le acuzie esistenti nelle cliniche accreditate, ovvero oltre il 42 per cento. Il tutto senza contare che la sanità privata garantisce il 30% complessivo della mobilità attiva della sanità piemontese, per un totale di circa 70 milioni di euro annui di maggiori entrate.

Se il centro sinistra prosegue su questa linea l’unico risultato concreto che si otterrà sarà la chiusura di strutture che oggi creano occupazione, economia e soprattutto evitano il costoso,per la Regione, fenomeno della mobilità di pazienti in altre Regioni.
Allora la domanda è d’obbligo: la perdita di migliaia di posti di lavoro e di risorse importanti per l’economia, può essere ancora giustificata in nome della riduzione della spesa? Dati alla mano è evidente che questa maggioranza non possa proseguire con i tagli ad oltranza, che danneggiano il territorio, ma che debba pensare ad una strategia a lungo termine in grado di definire eccellenze, priorità ed efficienza.

Se l'attuale Giunta promuovesse politiche di sviluppo - prosegue Vignale - utilizzerebbe i privati come strumenti in grado di aumentare la mobilità attiva e diminuire quella passiva, autorizzando nuovi posti letto. Il che, tra l'altro, garantirebbe la diminuzione delle liste d'attesa, soprattutto nel settore oncologico dove il Piemonte ha un rilevante scostamento rispetto alla media nazionale. Basti infatti pensare che per gli interventi del tumore alla mammella, che andrebbero eseguiti entro 30 giorni, l'attesa in Piemonte é la più alta di Italia, ovvero di 36,5 giorni su una media nazionale di 23,7. Stesso dicasi per la protesi all'anca, che in Piemonte ha una tempistica di 66,5 giorni su una media nazionale di 39,9 giorni.
In Lombardia, e grazie ad un buon investimento sui privati si raggiunge un saldo attivo di 400 milioni di euro l'anno. Non pensiamo di poter raggiungere i risultati lombardi, ma di certo non penalizzare la sanità privata può garantire un saldo per la Regione Piemonte decisamente migliore rispetto a quello attuale. 
Insomma si tratta di intendere il servizio sanitario non come una spesa da tagliare, ma come un investimento di salute e di nuove opportunità occupazionali.