NUOVI CIMITERI E CREMATORI: SI ISTITUZIONALIZZA UN MONOPOLIO.

Il Piano regionale di coordinamento per la realizzazione di nuovi cimiteri e crematori, in discussione oggi in Consiglio Regionale, è un inaccettabile regalo ai, pochi, soggetti che oggi in Piemonte realizzano il servizio di cremazione dei defunti. In una regione in cui le cremazioni sono raddoppiate in pochi anni, passando da 11 mila a 23 mila, e l’indice di vecchiaia è molto alto, bloccare l’ingresso di nuovi impianti sul mercato significa di fatto istituzionalizzare un monopolio esistente, a svantaggio dei piemontesi che vedranno aumentare i costi per la cremazione dei loro defunti. Un conto è regolamentare altro è istituzionalizzare un monopolio.


Nella delibera sono infatti inseriti vincoli importanti per la realizzazione di nuovi impianti di cremazione sul territorio piemontese, quali innanzitutto quello di inserirsi in un bacino di almeno 5000 decessi l’anno, prevedere almeno 1200/1300 cremazioni l’anno ed essere ad almeno 50 km di distanza da impianti già esistenti. Limite quest’ultimo che inspiegabilmente vale per tutte le province piemontesi tranne che per quella torinese.
Questi limiti sono del tutto inspiegabili e arbitrari. La normativa nazionale e regionale pone infatti l’istituzione di criteri legati alla popolazione esistente, all’indice di mortalità e ai dati statistici di ricorso alla cremazione. Inserire una distanza minima tra un impianto e l’altro e un numero minimo di cremazioni, significa di fatto bloccare la costruzione di nuovi impianti e agevolare i dodici già esistenti che nei prossimi anni avranno il completo monopolio sul territorio regionale. La schizofrenia del centrosinistra è evidente. Prima porta in aula una legge sulla semplificazione per garantire maggior libertà d'impresa, poi fa approvare un documento che tutela un monopolio. A chi giova tutto ciò?