CESOIA E MANNAIE SUL TURISMO PIEMONTESE.

Più che dimezzati i fondi dedicati al turismo piemontese, che da 41 milioni di euro stanziati nel 2014 passeranno a 20 milioni di euro, nel bilancio 2015 presentato in questi giorni dalla giunta regionale.

È davvero paradossale che nell’anno dell’ostensione della Sindone, dell’Expo e del bicentenario della nascita di Don Bosco la Regione tagli, anziché aumentare, le risorse dedicate al turismo. Questi fondi sono fondamentali per promuovere la nostra Regione e le nostre eccellenze a livello nazionale ed internazionale, per coordinare l’offerta turistica e gestire al meglio i tanti visitatori che quest’anno arriveranno.I

Insieme alla riduzione dei fondi dedicati al turismo, sono state annullate tutte le risorse dedicati ai percorsi turistici religiosi piemontesi. Questo significa che mentre si festeggerà il bicentenario dalla nascita di Don Bosco e l’ostensione della Sindone, Comuni, agenzie e territorio non avranno un solo euro per promuovere percorsi che ogni anno richiamano milioni di pellegrini con grandi ricadute economiche per il territorio.

Se siamo consapevoli che in tempi di difficoltà economica come questo, sia necessario ridurre le spese, ma più dei tagli orizzontali, a gogo, decisi da questa maggioranza, serve una strategia a lungo termine in grado di individuare priorità e necessità. Solo così il Piemonte potrà tornare a crescere, altrimenti continuerà a perdere occasioni di promozione e rilancio.

Siamo di nuovo di fronte all’ennesima promessa mancata del presidente Chiamparino che, nel programma elettorale indicava il turismo come “un asse sempre più strategico per il futuro”, e descriveva l’Expo 2015 come “un’occasione da non perdere”, e che oggi invece si lancia con cesoie e mannaie su un settore fondamentale per la crescita..