I SERVIZI SANITARI NEL CIRIACESE E NELLE VALLI DI LANZO DRASTICAMENTE TAGLIATI. PRONTI A DARE BATTAGLIA

La delibera oggi approvata dalla giunta regionale riposta una frase finalmente chiara: “la riduzione dei posti letto riferita ai presidi ospedalieri pubblici [...] deve essere conseguita esclusivamente attraverso la soppressione di Unità operative complesse”.

“Forse oggi l’Assessore Saitta, leggendo la sua delibera, ha compreso che non intendevamo, né intendiamo difendere primariati, ma i posti letto e i relativi servizi ai cittadini. Ecco cosa avverrà con la nuova delibera nell’ASLTO4 che, con il territorio dell’alessandrino, è fra i più penalizzati, ma sono il ciriacese e le Valli di Lanzo che vedranno – a delibera attuata- una riduzione drastica dei servizi sanitari.

Per voler inserire due nuovi primariati di cardiologia e neurologia (c’è qualcuno che attende di essere promosso?) si tagliano le strutture complesse di oculistica (da 3 a 1), di Otorinolaringoiatria (da 3 a 1) e di Urologia (da 3 a 1).

 Se oggi negli ospedali di Chivasso, Ivrea e Ciriè si fanno circa 1600/1700 interventi di otorino (tonsille, adenoidi etc) con liste d’attesa di circa 6 mesi, non appena la delibera sarà attuata solo un ospedale (Chiasso) potrà fare gli stessi interventi. Cosa significherà? Che i tempi d’attesa supereranno l’anno.

 Stesso discorso vale per l’oculistica . I 1800 interventi/anno svolti negli ospedali di Ivrea e Ciriè con liste d’attesa di circa un anno, potranno essere effettuati solo più in un presidio (Ivrea) con un aumento significativo dei tempi d’attesa.

 Infine l’Assessore Saitta, pur avendo detto che intende mantenere il Presidio di Lanzo, non ha comunicato il suo inserimento nella delibera, né la reintroduzione del reparto di medicina generale e di lungodegenza. L’unico modo per garantire la presenza dell’Ospedale è farlo rientrare nella Rete ospedaliera. E’ evidente che l’ospedale di Ciriè sarà quello più penalizzato perdendo i reparti di urologia, oculistica e otorinolaringoiatria.

 E’ ora che il Sindaco Brizio, anche nel suo ruolo di Consigliere metropolitano, tuteli di più il suo territorio che i legami di partito. Dalla prossima settimana saremo sul territorio per spiegare i danni che la delibera porta ai cittadini e verificare con le amministrazioni locali l’eventuale ultima ratio del ricorso al tribunale amministrativo”.