CON LA NUOVA DELIBERA 1600 POSTI LETTO IN MENO IN PIEMONTE. I DATI PER SINGOLA ASL.

Il prezzo più alto lo pagano i quadranti di Cuneo, Alessandria e Novara, rispettivamente con 213, 226 e 319 posti letto in meno. Ma a Torino non va certo meglio con 240 letti tagliati. Ancora più drammatico il taglio per gli istituti privati convenzionati con il servizio pubblico: si vedranno tagliare oltre 550  posti letto. In tutto in Piemonte saranno tagliati quasi 1600 posti letto.

Questi dati, messi nero su bianco, ce li ha fatti avere oggi l’assessore Saitta, dopo le nostre insistenti richieste.

Se questo è il punto di arrivo della revisione della rete ospedaliera voluta da Chiamparino e Saitta facciamo una facile previsione: aumenteranno le liste d'attesa e i piemontesi che andranno, conseguentemente, a curarsi fuori dalla nostra regione con un aumento consistente della spesa.

Il dato ancora più drammatico è che queste riduzioni portano il Piemonte sotto lo standard nazionale, che impone 3.7 posti ogni mille abitanti. Se lo standard nazionale fosse rispettato in Piemonte ci dovrebbero essere 16.416 posti letto, ovvero circa 300 posti letto in più rispetto alla programmazione Chiamparino- Saitta.

Forse il centro sinistra non lo sa ma non si sta parlando di soli numeri, ma del diritto dei piemontesi di avere ospedali efficienti e cure tempestive. L’unico effetto reale del taglio con l’accetta dei posti letto sarà che d’ora in poi i piemontesi avranno meno letti e più barelle e che dovranno attendere mesi per essere curati.

L'aver poi deciso il taglio di più di 500 posti letto alla sanità accreditata che interviene sulle specialità in cui maggiori sono le liste d'attesa non farà che peggiorare ulteriormente una situazione in molti casi già estremamente critica.

Non permetteremo al centro sinistra regionale di distruggere un sistema sanitario d’eccellenza come quello piemontese. Per questo motivo già da venerdì inizieremo a organizzare incontri e raccolte firme sul territorio contro una revisione iniqua, inutile e dannosa per la salute dei piemontesi.