QUESTA MATTINA CERTIFICATA DAGLI ASSESSORI RESCHIGNA E VALMAGGIA LA PARALISI DELLE UNIONI MONTANE

Si è tenuta questa mattina la riunione, organizzata dagli Assessori Reschigna e Valmaggia, con sindaci, presidenti delle Unioni Montane e Commissari delle Comunità montane sul’attuazione della Legge sulla montagna per dare finalmente il via alle Unioni costituite.

Dopo vari solleciti, effettuati anche da me in Consiglio Regionale con uninterrogazione urgente, ci saremmo aspettati che oggi la giunta presentasse date certe sullattuazione della legge 3/2014.

Secondo i termini di legge infatti la giunta regionale avrebbe dovuto procedere a definire lutilizzo del fondo regionale per la montagna e il programma delle iniziative definite dalla Giunta, (art. 6), riconoscere le Unioni montane costituite (art.7 della legge) ed, infine, ad effettuare la ricognizione delle funzioni giàconferite dalla Regione alle comunitàmontane che devono essere esercitate dalle unioni montane  definendone ulteriormente le modalitàdi esercizio (art. 10).

Purtroppo ad oggi ancora nulla è stato fatto, anche se io stesso, in qualità di assessore uscente, avevo consegnato agli assessori competenti gli atti normativi giàpredisposti e pronti al voto.

Linerzia fin qui dimostrata ha di fatto reso impossibile loperatività delle Unioni montane giàcostituite e creato grande confusione e incertezza allintero assetto istituzionale ed operativo dei comuni montani. Oggi infatti le Unioni Montane sono auto senza benzina.

A causa dellimmobilismo di questa giunta la montagna èin una situazione di totale paralisi. Le comunitàmontane possono svolgere solo lordinaria amministrazione non potendo investire nel 2015 i 20 milioni di euro di fondi Ato che garantirebbero posti di lavoro, né possono con tali fondi attuare le misure di prevenzione al dissesto idrogeologico fondamentali per il territorio. A questa situazione paradossale si aggiunge la paralisi delle Unioni Montane , enti senza risorse, senza uffici e in piùsenza nemmeno una definizione delle funzioni che possono svolgere.

In breve le Comunità montane oggi possono usare la mano sinistra e non la destra e le Unioni montane sono auto senza benzina. Con lunico risultato che la montagna piemontese è ferma e che si rischiano di perdere grandi opportunità economiche e produttive. Ad iniziare dalla programmazione europea: il 2015 sarà lanno di presentazione dei progetti per lutilizzo dei 67 milioni di euro di fondi europei che ogni anno ricadono sulle aree montane. Ma chi e con quali funzioni presenterà i progetti? E soprattutto i Gal come e da chi saranno composti?

È evidente che questa situazione non possa continuare e che la giunta regionale e lassessore Valmaggia devono cambiare il passo. In gioco c’è il futuro di una delle maggiori economie piemontesi: quella montana.