Rete Ospedaliera

Pichetto - Vignale (FI): il Consiglio di Stato boccia la riforma. la giunta si fermi. Chiamparino sapeva e non diceva?

Il Consiglio di stato, con il parere numero 03453/2014 del 6/11/2014, boccia lo schema di decreto recante regolamento sulla «Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera».

Il regolamento in questione scaturisce dalle leggi 311/2004 e 135/2012 e da ultimo dal Patto per la salute 2014-2016 del 10 luglio 2014, ed è stato assunto previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.

Il test stabilisce i nuovi standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi per l'assistenza ospedaliera a cui le Regioni devono attenersi, fissando tra l’altro il numero minimo di posti letto delle strutture ospedaliere del SSN.

Tradotto: il Consiglio di Stato di fatto annulla l’atto sul quale la giunta Chiamparino ha redatto la delibera di programmazione delle rete ospedaliera che domani voterà in giunta.

Molti i rilievi formali formulati. Tra tutti due sono di particolare importanza. Innanzitutto si mette in dubbio il raggiungimento dell’intesa con la Conferenza Stato Regioni, considerata come vincolante. Inoltre si chiede di rimodulare l’arco temporale a cui si fa riferimento. Il decreto, infatti, da alle regioni tre anni per ridurre i posti letto ma del triennio 2014-2016, al quale si fa riferimento, ma poiché il primo anno è ormai già interamente trascorso “ se si vuole concedere alle Regioni  - si legge nel parere - un triennio per attuare il programma di riduzione della dotazione di posti letto, il triennio stesso dovrebbe essere quello 2015-2017 (anche per questa eventuale modifica dovrebbe tener conto della durata 2014-1016 del Patto della Salute)”.

Il parere è stato espresso il 6 novembre scorso, ovvero 10 giorni fa. Poiché il regolamento è frutto di un lungo confronto in Conferenza stato-regioni, di cui Chiamparino è presidente, delle due l’una: o gli uffici non hanno informato il loro presidente di un atto importante come il pronunciamento del Consiglio di Stato, oppure Chiamparino era ben consapevole che la sua giunta avrebbe votato un atto non più necessario. Se così fosse, avremmo svelato i silenzi e l’atteggiamento di Chiamparino e Saitta.

Se la giunta regionale intenderà portare al voto la delibera di riorganizzazione della rete ospedaliera sarà una scelta di questa amministrazione e non, come decine di volte ripetuto, dettata da “imprescindibili esigenze normative” come, peraltro scritto nell’unico documento che ci hanno consegnato.

Non solo. Poiché la revisione della rete ospedaliera non è più un adempimento di legge ma una scelta discrezionale d questa amministrazione nutriamo seri dubbi che questo atto, essendo a tutti gli effetti un documento di programmazione, possa ancora esser assunto dalla giunta anziché dal Consiglio Regionale.