Un locale da milioni di euro per l'ATO3?

Vignale (FI): Bloccare subito questa spesa folle.

In tempi di crisi e difficoltà economica il presidente dell’Ato3, anziché presentare un piano di riduzione delle spese, ha ben pensato di rescindere un affitto con un costo annuo di 73 mila euro per comprare una nuova sede una, alla modica cifra di 2 milioni di euro.

La proposta, a quanto ci risulta, è stata già sottoposta alla Conferenza dell’Ato 3 ma rinviata per lo sconcerto di tutti i partecipanti.

La ratio di questa scelta è davvero inspiegabile. Provando anche a fare due calcoli i conti non tornano. Infatti, ai tassi attuali, un mutuo da quasi due milioni di euro potrebbe esser estinto in 20 anni con un rimborso annuo di quasi 90 mila euro. Cifra ben superiore a quella pagata ora per l’affitto.

La scelta è ancora più irrazionale se rapportata al patrimonio di immobili vuoti di Comune di Torino, Provincia, Regione e Comunità montane.

Secondo quanto si legge nella mozione presentata dal presidente alla Conferenza, l’Ato 3 avrebbe chiesto alla Città di Torino la disponibilità di un immobile della stessa metratura di quello oggi in affitto, ovvero circa 600 mq, ma avendo ricevuto risposta negativa ha optato per l’acquisto di uno nuovo.

Comune di Torino, Provincia e soprattutto Regione Piemonte possiedono un patrimonio immobiliare immenso, in parte anche inutilizzato. È possibile che nessun immobile pubblico possa soddisfare le esigenze dell’Ato3 e si preferisca accedere ad una nuova sede?

Poiché a far male si fa sempre peccato martedì interrogheremo l’assessore competente sulla proprietà dell’alloggio che l’Ato3 intende acquistare. Se infatti a pensare male si fa sempre peccato, vorremo capire cosa abbia spinto il presidente Avetta ad assumere una scelta tanto assurda. È infatti evidente che spendere due milioni di euro per un immobile anziché per garantire investimenti e nuove opportunità di lavoro rappresenta l’ennesimo spreco che non possiamo tollerare né permettere.